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Cantieri navali polacchi, la Commissione europea prolunga fino al 12 settembre la scadenze per i per il rimborso degli aiuti

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Cantieri navali polacchi, la Commissione europea prolunga fino al 12 settembre la scadenze per i per il rimborso degli aiuti

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I lavoratori dei cantieri navali polacchi di nuovo in strada per protestare contro una possibile chiusura degli stabilimenti. Le manifestazioni polacche sono avvenute in coincidenza con l’annuncio da parte della Commissione europea di aver prolungato fino al 12 settembre la scadenza per il rimborso degli aiuti pubblici ricevuti dai cantieri di Szczecin e Gdynia.

“La commissione deve trattare tutti gli Stati membri in ugual modo e deve assicurarsi che nessun cantiere navale sia ingiustamente avvantaggiato rispetto ad altri – spiega Jonathan Todd portavoce del Commissario alla concorrenza -. Questo risulterebbe nella creazione di posti di lavoro per alcuni e in licenziamenti per altri causati da aiuti ingiusti”.

La commissione considera che il piano di ristrutturazione proposto dai cantieri navali non rispetti le regole europee sugli aiuti di Stato, essendo questi troppo elevati e non in grado di garantire la sopravvivenza dei cantieri.

“Questi cantieri devono continuare a esistere – dice Artur Trzeciakowski amministratore delegato dei cantieri Szczecin -, perché qui costruiamo navi di qualità capaci di competere con successo sul mercato mondiale”.

Resta aperto invece il caso del cantiere di Danzica, simbolo delle battaglie del sindacato Solidarnosc. Questo è stato rilevato l’anno scorso dal gruppo ucraino Donbass. Ma la commissione ha chiesto entro il 12 settembre la presentazione di un piano di ristrutturazione.