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Belgio, il re consulta i partiti politici per una via d'uscita dalla crisi

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Belgio, il re consulta i partiti politici per una via d'uscita dalla crisi

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Si consuma davanti agli obiettivi delle telecamere, puntati contro il Palazzo reale, la crisi politica più grave che il Belgio abbia conosciuto in 177 anni di storia.

Il re Alberto II ha ricevuto Marianne Thissen, presidente dei cristiano democratici fiamminghi, per sondare la possibilità di confermare il premier dimissionario Ives Leterme alla testa del governo di coalizione.

“Leterme dovrebbe andare in parlamento e chiedere un voto di fiducia”, sostiene l’ex premier Mark Eyskens, esponente dello stesso partito di Leterme e della Thissen. E aggiunge: “Se ottiene la fiducia, com‘è probabile perché la sua coalizione ha la maggioranza, allora ne uscirà rafforzato”.

Il re non ha ancora accettato le dimissioni presentate da Leterme lunedì scorso, quando era ormai chiara l’impossibilità di mettere d’accordo i partiti valloni e fiamminghi su un progetto di riforma dello stato federale.

La scommessa, a pochi giorni dalla festa nazionale belga, è che i cristiano democratici fiamminghi non vogliano davvero mettere fine all’esperienza di Leterme, ma soltanto far pressione sui partiti francofoni, per convincerli ad accettare una riforma che garantirebbe alle ricche Fiandre un’autonomia ancora più estesa.