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Futuro incerto per una soluzione politica del conflitto in Darfur

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Futuro incerto per una soluzione politica del conflitto in Darfur

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L’accusa di genocidio e crimini di guerra lanciata dalla Corte Penale Internazionale nei confronti del Presidente sudanese Omar Hassan Bachir potrebbe complicare la situazione sul terreno.

L’Unione Africana, che insieme all’Onu guida la forza di pace in Darfur, ha messo in guardia sul rischio di un colpo di stato militare e di una anarchia generalizzata nella regione.

Il procuratore de L’Aja Luis Moreno-Ocampo ha chiesto l’arresto del Presidente sudanese accusato di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Secondo le stime il conflitto in Darfur, scoppiato nel due mila tre, ha causato la morte di oltre due cento mila persone e più di due milioni di sfollati.

Il comandante della missione Onu-Unione Africana, il generale Martin Agwai, spiega che il personale non strettamente necessario potrebbe ora essere rimosso in via precauzionale.

Secondo la giustizia internazionale Bachir, che non riconosce la legittimità della Corte de L’Aja, ha scientemente lanciato il genocidio armando la milizia araba dei Janjaweed. A Khartoum un centinaio di donne hanno dato il loro sostegno al Presidente e protestato contro la decisione della Corte Penale.