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Cronaca delle divisioni che minano il Belgio

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Cronaca delle divisioni che minano il Belgio

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È il 20 marzo, nove mesi dopo le elezioni politiche. Yves Leterme può finalmente giurare come primo ministro e formare il suo governo. Prima, i principali partiti fiamminghi e francofoni si sono messi d’accordo su una miniriforma dello stato, rimandando però i temi più sensibili a un secondo giro di negoziati, da concludere entro metà luglio.

Fra le questioni sul tavolo, c‘è lo spinoso dossier della circoscrizione elettorale bilingue di Bruxelles-Hal-Vilvorde, Bhv. Geograficamente, si trova per due terzi nelle Fiandre, ma vi abitano 120 mila francofoni. I principali partiti neerlandofoni vogliono la scissione della parte fiamminga da Bruxelles, un atto che priverebbe gli elettori di Hal-Vilvorde del diritto di votare per i partiti francofoni, diritto acquisito nel 1963.

La notte fra l’8 e il 9 maggio al parlamento belga, la maggioranza fiamminga riesce a far mettere all’ordine del giorno una proposta di legge sulla scissione del Bhv. Ma i francofoni riescono a impedire che si tenga il dibattito facendo ostruzionismo.

Il giorno dopo, il parlamento regionale vallone vota un ricorso costituzionale, che rinvia il dibattito sulla scissione del Bhv di quattro mesi. La scissione fa parte di un pacchetto di misure che dovrebbe trasferire una serie di poteri alle regioni. Pacchetto che doveva essere discusso prima del 15 luglio.
La rabbia dei valloni esplode. Anne Sylvie Mouzon, capogrupp dei socialisti francofoni al parlamento vallone sbotta: “Il voto di stanotte alla Camera è il voto dei deputati fiamminghi divisi fra il desiderio di fare la secessione e quello, più furbo e più cinico, di conservare il Belgio solo per sfruttarlo a profitto delle Fiandre. È ora che tutto questo finisca”.

All’origine delle divisioni ci sono essenzialmente ragioni economiche: le Fiandre sono oggi la regione più ricca del paese, e i fiamminghi, che si sono sempre ritenuti discriminati, puntano a una maggiore autonomia soprattutto sul piano fiscale.