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Crisi in Belgio: la parola al sovrano

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Crisi in Belgio: la parola al sovrano

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Il destino del Belgio nelle mani del Re. Le dimissioni del premier Yves Leterme – dovute al mancato accordo sulle riforme – hanno provocato una nuova crisi e spetta ora ad Alberto Secondo scegliere cosa fare. Ad opporsi a un accordo, questa volta, è stato proprio il partito crisitiano-democratico di Leterme, che esigeva un federalismo fiscale più conveniente per le regioni abitate dai fiamminghi.

Si attende adesso la decisione del sovrano, mentre si specula sul futuro del Paese. I riflettori sono puntati anche sul vice-premier Didier Reynders, che potrebbe giocare un ruolo importante: “Mi auguro – ha detto – che nelle prossime ore, nei prossimi giorni, si trovi una soluzione che ci permetta di salvare ciò che è stato fatto fino ad ora sul piano socio-economico. Che ci permetta di ripristinare il dialogo, quel dibattito che ci ha permesso di fare progressi. E’ una questione di fiducia, e ci vorranno alcune ore, alcuni giorni, per riportare, alla fine, i partiti ancora sullo stesso piano”.

Per il Belgio si è ripresentato lo stesso scenario dello scorso anno: cioè le insormontabili divergenze tra francofoni e fiamminghi, le due principali comunità linguistiche del Paese. Ci erano voluti nove mesi e manfestazioni di piazza per formare un governo.