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A 10 anni, la Corte penale internazionale vuole mostrarsi adulta

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A 10 anni, la Corte penale internazionale vuole mostrarsi adulta

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A pochi giorni dal suo decimo anniversario, la Corte penale internazionale ha sorpreso i suoi detrattori: per la prima volta è stato richiesto un mandato d’arresto nei confronti di un capo di stato ancora in carica. Una mossa che per il procuratore della Cpi dovrebbe essere la norma: “Se i giudici confermano la mia posizione, vuol dire che abbiamo a che fare con un genocidio. È facile fermarlo? No. Abbiamo bisogno di fermarlo? Sì. Abbiamo il dovere di fermarlo? Sì. La comunità internazionale ha fallito in passato, ha fallito nel fermare il genocidio in Ruanda, ha fallito nel fermare i crimini nei Balcani, perciò stavolta la novità è che c‘è una corte indipendente nel momento in cui sono in corso dei crimini che dice: questo è un genocidio”.

La Corte penale internazionale nasce il 17 luglio 1998. L’atto fondatore è lo Statuto di Roma. Il suo compito è far rispettare il diritto internazionale, giudicando gravi crimini commessi da persone, non dagli Stati.

Il documento è firmato da 120 paesi, fra cui gli Stati Uniti che però finiscono per non ratificarlo. La corte entrerà ufficialmente in funzione solo il 1° luglio 2002, quando saranno state raccolte le 60 ratifiche necessarie.

Oggi sono 106 i paesi che hanno ratificato il testo… nonostante le pressioni degli Stati Uniti, che temono di dover rispondere del comportamento dei loro contingenti all’estero.

Dal 2004, quattro inchieste sono state aperte su crimini commessi nella Repubblica Democratica del Congo, in Uganda e nella Repubblica Centrafricana, tutti membri della corte, e in Sudan, che non ne riconosce invece la giurisdizione.

In quest’ultimo caso, è stato quindi il consiglio di sicurezza dell’Onu, come prevede lo Statuto, a deferire la causa alla Corte dell’Aja. Che si trova però rallentata da questioni complesse e procedure farraginose. Nonostante il tempismo, ci vorranno quindi probabilmente diversi anni prima che Al-Bashir venga giudicato. I detrattori avranno modo di riprendersi dalla sorpresa.