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Russia-Iran: l'asse dell'energia che non piace all'Occidente

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Russia-Iran: l'asse dell'energia che non piace all'Occidente

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L’Iran guarda alla Russia come alleato nel settore energetico, mentre l’Occidente tenta di isolarlo. Dopo la rottura con la francese Total, Teheran accoglie Alexeji Miller, presidente del cda di Gazprom, il primo fornitore al mondo di gas naturale. L’Iran è il secondo esportatore.

A febbraio Ahmadinejad e Miller avevano lanciato una società russo-iraniana e rafforzato la cooperazione per il progetto “South Pars”.

Il giacimento sottomarino nel golfo Persico contiene il 10% delle riserve mondiali di gas.

Gazprom vi partecipa dal 1997: entro il 2014 dovrebbe cominciare a produrre 751 miliardi di metri cubi di gas naturale al giorno.

Teheran ha bisogno della tecnologia occidentale per estrarlo e liquefarlo. Per l’Iran la Total è ormai fuori dopo la decisione di congelare la sua partecipazione perché politicamente rischioso investire in Iran.

I governi occidentali, Stati Uniti in testa, vogliono il ritiro delle loro imprese dal Paese criticato per il suo programma nucleare e tornato a far discutere dopo nuovi test missilistici.