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Il procuratore dell'Aja chiede il mandato d'arresto per Omar al Bashir

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Il procuratore dell'Aja chiede il mandato d'arresto per Omar al Bashir

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Il procuratore della Corte penale internazionale dell’Aja ha chiesto un mandato d’arresto per il presidente del Sudan, Omar al Bashir. I capi di accusa sono genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Ora i giudici decideranno se emettere il mandato.

“La decisione che ha dato inizio al genocidio – sostiene il procuratore Luis Moreno Ocampo – è stata presa da al Bashir in persona nel marzo del 2003. Fu lui a decidere di distruggere in parte le etnie Fur, Masalit e Zaghawa, e direi che si trattava di una parte sostanziale”.

A Bashir, l’accusa attribuisce la responsabilità di una guerra civile che dal 2003 ha fatto oltre 300mila morti e quasi 3 milioni di rifugiati.

Karthoum non riconosce l’autorità del tribunale dell’Aja. “Il governo – ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri sudanese – non considera questi nuovi sviluppi e conferma la sua posizione precedente nei confronti del tribunale penale internazionale dell’Aja. Da quando si occupa del caso del Darfur, il tribunale fa politica più che agire secondo la legge”.

Le organizzazioni umanitarie temono che il procedimento contro Bashir renda ancora più drammatiche le tensioni nel paese. Ieri nella capitale si sono tenute diverse manifestazioni a sostegno del regime, che sul piano internazionale gode dell’appoggio di Pechino.