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Il bilancio dell'UPM: buone intenzioni, ma incertezza sui fondi

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Il bilancio dell'UPM: buone intenzioni, ma incertezza sui fondi

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È un Nicolas Sarkozy raggiante quello che ha visto nascere ieri la sua Unione per il Mediterraneo, un rilancio in pompa magna del processo di Barcellona nato nel 1995 e rimasto poi incagliato in varie controversie.

Controversie che hanno rischiato di minare anche questo progetto, ma che non hanno impedito alla fine al presidente francese di riunire allo stesso tavolo 43 paesi, i 27 dell’Unione europea più altri 16 che si affacciano sul Mediterraneo.

La parola del giorno per Sarkozy è stato l’aggettivo “storico”. Alla conferenza stampa conclusiva ha annunciato: “Questo primo vertice sull’Unione per il Mediterraneo si è concluso. La discussione è stata estremamente ricca e abbiamo infine deciso che l’Unione per il Mediterraneo terrà un vertice ogni due anni e avrà una copresidenza che per ora è stata affidata al presidente egiziano Mubarak e alla Francia”.

Infine, un segretariato generale sarà incaricato di gestire i fondi e controllare i progetti.

Al momento è stata data priorità a sei iniziative : il disinquinamento del mediterraneo, la costruzione di autostrade marittime, il rafforzamento della protezione civile, la creazione di un piano per l’energia solare, lo sviluppo dell’università euromediterranea, già inaugurata in Slovenia, e un piano di sostegno alle piccole e medie imprese.

Sul piano diplomatico, il summit sarà ricordato per il ritorno sulla scena internazionale della Siria. Il presidente Bashar al-Assad ha espresso la volontà di stabilire relazioni diplomatiche con Beirut.

Il suo incontro con il presidente libanese Suleiman è stato uno dei piatti forti del menù parigino.

Così come quello fra Ehud Olmert e Mahmud Abbas, che si sono stretti la mano nel cortile dell’Eliseo. Il primo ministro israeliano ha detto che un accordo di pace in Medio Oriente non è mai stato tanto vicino.

Dichiarazioni di buona volontà e gesti simbolici: per le voci più critiche a questo si riduce il bilancio del primo summit. Il ministro degli esteri svedese Carl Bildt ha profetizzato: “Non sarà la riunione di oggi a cambiare il mondo”.

Resta soprattutto da chiarire la questione dei finanziamenti. Bruxelles ha già messo in chiaro che solo una piccola parte dei fondi comunitari sarà dirottata verso i progetti dell’Unione per il Mediterraneo.