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Morto in un incidente Geremek, anima della democrazia polacca

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Morto in un incidente Geremek, anima della democrazia polacca

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È stato tra gli artefici della fine del comunismo in Europa dell’Est, un uomo di spirito libero e di grande coraggio politico.

Così leader e parlamentari europei commemorano oggi Bronislaw Geremek, ex ministro degli esteri polacco, in questi ultimi anni eurodeputato, morto a settantasei anni in un incidente stradale nell’ovest del suo paese.

Innescò il processo di democratizzazione in Polonia, prima come ex comunista dissidente, professore di storia medievale vicino da subito alle lotte degli operai dei cantieri di Danzica che troveranno voce nel primo sindacato libero Solidarnosc, di cui fu cofondatore con Lech Walesa.

La repressione voluta dal generale Jaruselski lo porterà in carcere per due anni e mezzo. All’avvio della successiva transizione democratica in Polonia, sarà tra i principali autori del dialogo con l’ex regime.

Con Lech Walesa primo ministro Geremek guiderà dal 1997 al 2000 la diplomazia di Varsavia nella fase di ingresso della Polonia nella Nato.

Eletto parlamentare europeo tra i liberaldemocratici nel 2004, in nome degli ideali di una vita si oppone con tenacia anche alla recente politica ultraconservatrice e di abiura del passato comunista dei gemelli Kaczynski.

In questa nostra intervista, lo scorso anno, Geremek parlò della lotta per la libertà: “Conservo il ricordo di quando ancora bambino nel 1945 vidi entrare i carri armati polacchi e sovietici che cacciavano le armate tedesche. Ero felice per il sentimento di liberazione che provavo. Riconoscevo in quelle truppe un esercito di liberazione. Ma questo non modifica la mia visione e la mia condanna di ogni regime totalitario di ogni parte esso sia, nero o rosso.