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Amr Moussa, segretario della Lega Araba

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Amr Moussa, segretario della Lega Araba

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In un’intervista esclusiva a EuroNews il segretario della Lega Araba Amr Moussa, al vertice dell’organizzazione da sette anni, propone la creazione di un forum tra i 27 paesi dell’Unione Europea con i 22 di lingua araba. A suo parere il vertice di Parigi non è nè una normalizzazione nè l’inizio di una relazione speciale arabo-israeliana. Amr Moussa parla nell’intervista delle questioni di attualità e soprattutto della sua disputa con il presidente israeliano Shimon Peres e dice che gli Arabi non si lasceranno fare.

EuroNews: Un primo vertice tra i paesi del Mediterraneo. Come vede questa riunione?

Amr Moussa: Molti problemi nell’ambito dell’unione per il Mediterraneo non sono affatto risolti, ma per noi ciò che conta è che ogni decisione, ogni progetto, ogni passo sia basato su una riconciliazione tra le due parti. Bisogna che il progetto per l’Unione non miri esclusivamente alla normalizzazione delle relazioni arabo israeliane senza il nostro consenso.

E. Lei ha proposto l’idea della creazione di un forum?

A.M. Io ho proposto che ci sia un forum permanente arabo europeo che si riunisca nello stesso tempo o a margine della riunione dell’Unione per il Mediterraneo. In presenza dei 27 paesi dell’Unione e dei 22 di lingua araba.

E. Non è che l’idea del forum sia un modo per risolvere i problemi che vedono su fronti contrapposti la Libia e l’Unione per il Mediterraneo?

A.M. La problematica del leader Gheddafi è logica. Il colonnello vuole rassicurarsi che quest’iniziativa non sia di ostacolo ad altri impegni e che bisogna prendere in considerazione i punti di contrasto.

E. Una problematica che risponde alle inquietudini della signora Merkel e alle paure degli arabi?

A.M. Credo proprio di si.

E. Il vertice vedrà riuniti per la prima volta dalla fondazione dello stato ebraico il primo ministro israeliano e il presidente della Siria. E’ l’inizio o un cambiamento nelle relazioni tra i due stati?

A.M. Si tratta di una riunione internazionale cui sono chiamati un gran numero di stati, poco importa che siano o no in pieno accordo. Cosi come per le Nazioni Unite, il che non significa una normalizzazione delle relazioni arabo-israeliane.

E. E’ un problema il fatto che siano in corso negoziati indiretti?

A.M. Sono indiretti fintanto che non si deciderà di farli diventare diretti.

E. Ma Olmert ha detto che le trattative con la Siria non sono lontane?

A.M. Questo è un altro problema. Non conosciamo il punto di vista della Siria, non possiamo considerare solo quello del primo ministro israeliano. Bisogna ascoltare la Siria. E se Israele accetta di ritirarsi dai territori occupati allora la porta si spalancheranno sulle trattative dirette tra Israele e la Siria.

E. La posizione di Israele vi preoccupa?

A.M. Molto.

E. Perché?

A.M. Perché il problema dei coloni cambia completamente la demografia e la natura geografica dei territori occupati. Il che rende difficile la creazione dello stato palestinese. A questo proposito sono fortemente contrario alla politica israeliana.

E. Perché gli arabi a suo parere non si lasceranno fare?

A.M. E’ una vecchia storia. Oggi non si può barare. Israele costruisce ogni giorno colonie in territorio palestinese e nello stesso ci tempo ci invita a trasferir. Io dico: basta con questa politica di colonizzazione.

E. Qualcuno dice che conviene agli Stati arabi l’atteggiamento degli Stati Uniti e d’Israele?

A.M. Ho letto anch’io questo passaggio sulla stampa e spero che tutto cio’ finisca in una bolla di sapone.

E. A Tel Aviv dicono che gli arabi sono divisi?

A.M. Anche se sono divisi, non lo sono più quando si parla della colonizzazione, della creazione dello stato palestinese o del ritiro dai territori occupati.

E. Anche se Olmert e Obama hanno dichiarato che Gerusalemme è la capitale eterna d’Israele?

A.M. Allora non ci sarà più speranza di pace. Ciò che so é che Gerusalemme Ovest è la capitale di Israele, ma che Gerusalemme Est è la capitale dello stato palestinese.

E. Per quanto riguarda il dossier iraniano ci sono rumori di un probabile attacco aereo israeliano o americano sulle basi nucleari iraniane?

A.M. Avevo detto che l’invasione dell’Irak avrebbe spalancato le porte dell’inferno. E’ quanto è avvenuto. E se risuccede in Iran, tutta la regione del Medio Oriente diventerà un vero e proprio inferno.

E. Cosa si aspetta del ruolo dell’Europa e specie del dopo vertice di Parigi?

A.M. L’Europa è chiamata a rinforzare il suo ruolo economico con quello politico anche perché i ruoli precedenti non sono serviti a nulla. Risolvere il conflitto arabo-israeliano in maniera giusta, creazione dello stato palestinese, ritiro dai territori occupati: dopo tutte queste azioni ci sarà riconoscimento e regolarizzazione con Israele. Con tutto quello che ne deriva a livello di stabilità. E quando si parla di stabilità in Medio Oriente ciò significa stabilità nel Mediterraneo e in Europa.

E. Ci sono non poche critiche sulla mancanza di democrazia nel mondo arabo a cominciare dalla violazione dei diritti umani?

A.M. La mancanza di diritti e di altre cose è un problema che si può risolvere, la violazione dei diritti umani è diventato un esercizio mondiale.

E. Pensa che l’Europa o il mondo arabo è responsabile della situazione?

A.M. A mio parere bisogna risolvere il problema in maniera sincera. Siamo tutti responsabili del deteriorarsi dei diritti civili.