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Usa, Obama punta ai moderati e diviene attendista sul ritiro dall'Iraq

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Usa, Obama punta ai moderati e diviene attendista sul ritiro dall'Iraq

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L’Iraq torna di prepotenza tra i temi caldi della campagna per le presidenziali negli Stati Uniti. E’ come già accadde nel 2004, sembra essere un terreno pericolosamente scivoloso per i candidati democratici. L’ultimo esempio arriva da Barack Obama.

“Ho in programma di recarmi in Iraq – ha detto da Fargo, in Nord Dakota – e quando sarò lì potrò rendermi conto della situazione. Fin dall’inizio ho detto che questa guerra è stata un errore, e che dobbiamo concluderla in modo responsabile”.

Una rettifica a cui l’ha costretto la confusione generata qualche ora prima, quando aveva cercato di prendere le distanze dalle promesse di un ritiro in tempi brevi che erano state uno dei suoi cavalli di battaglia durante le primarie democratiche.

Sei mesi fa in Iowa, assicurava infatti che, una volta insediato alla Casa Bianca, avrebbe riportato a casa le truppe in sedici mesi. Il comitato nazionale del partito repubblicano è stato pronto a esasperare la contraddizione, nel tentativo di far cadere Obama nella stessa trappola che funzionò a meraviglia con John Kerry, nel 2004.

Ma le difficoltà di Obama nascono anche da un’altra esigenza, come spiega l’analista Jeanne Cummings: “Ora – dice – sta cercando di parlare anche ai democratici più centristi e ai repubblicani moderati”. L’elettorato democratico è stato diviso fino all’ultimo tra affidare le sue chance al senatore dell’Illinois o a Hillary Clinton. Obama l’ha spuntata, ma ora deve tentare di sedurre anche chi gli aveva preferito la sua avversaria.