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"Sono libera grazie a Dio e alla Francia". Betancourt è tornata a Parigi

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"Sono libera grazie a Dio e alla Francia". Betancourt è tornata a Parigi

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Ingrid Betancourt è tornata in Francia. Dopo quasi 6 anni e mezzo nelle mani delle Farc, la franco-colombiana è atterrata all’aeroporto militare Villacoublay, ad Ovest di Parigi. Sull’aereo che due giorni fa, mercoledì 2 luglio, è andato a prenderla a Bogotà dopo la liberazione e l’ha riportata in Francia, i due figli, Mélanie e Lorenzo, e il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner. Ad accoglierla il Presidente francese Nicolas Sarkoyz e la moglie Carla Bruni: “E’ un messaggio di speranza: dice a tutti quelli che soffrono nel mondo e che sono privati della libertà che nulla è ineluttabile. Lei era nelle mani dei carcerieri eppure ora è libera, sorridente, con una vita davanti e la sua famiglia vicino”.

Le parole di ringraziamento di Betancourt non lasciano alcun dubbio sul ruolo che attribuisce alla mediazione francese. “Vi devo tutto, devo tutto alla Francia. Prendo la mano al Presidente Sarkozy, lo abbraccio, lo guardo, guardo quest’uomo straordinaio che tanto si è battuto per me. Attraverso di lui guardo tutti voi e tutta la Francia. In tutti questi anni ho pianto di dolore, d’indignazione… Ora piango di gioia”.

L’ex candidata alle presidenziali colombiane, rapita nel 2002, ha ringraziato in particolar modo i comitati di sostegno per il lavoro svolto durante la sua detenzione.

L’operazione condotta dall’esercito colombiano nella giungla ha portato alla liberazione di altre 14 persone. La polemica in Francia sull’effettivo ruolo avuto da Sarkozy è innescata: l’opposizione lo accusa di arrogarsi un merito che spetta invece al Presidente colombiano Alvaro Uribe.