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La liberazione di Betancourt: un successo di Uribe

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La liberazione di Betancourt: un successo di Uribe

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Aveva ragione lui, il presidente del pugno di ferro con le Farc, del ‘no’ sistematico a qualunque trattativa, della lotta senza quartiere alla guerriglia. La politica dell’intransigenza lo ha premiato: Ingrid Betancourt è libera ed è viva. Il presidente colombiano Alvaro Uribe non ha avuto cedimenti. Ha perseguito la sua politica ostinata senza curarsi delle critiche interne e delle sollecitazioni internazionali.

Lo aveva promesso sulla tomba del padre, ucciso dalle Farc nel 1983. Avrebbe dedicato tutta la sua vita a vendicare quella morte.

Nel marzo scorso il primo colpo per le Farc: la morte del leader storico Manuel Marulanda.

Il suo posto ai vertici dell’organizzazione è stato preso da Alfonso Cano, antropologo sessantenne con 31 anni di militanza, considerato uno degli ideologi delle Farc.

Ma Uribe non ha dato a Cano il tempo di riorganizzare le fila della guerriglia. Ha infiltrato i suoi uomini nell’organizzazione, ha indotto molti leader ad abbandonare la lotta armata.