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Trattato di Lisbona: Varsavia e Praga contrarie alla ratifica

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Trattato di Lisbona: Varsavia e Praga contrarie alla ratifica

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Il fronte comune di sbriciola, l’accordo di Lisbona è in forse. Rischia di raccogliere poche gioie la presidenza francese dell’Unione europea inaugurata ieri a Parigi. Per il momento, per Nicolas Sarkozy, sono solo dolori. Dopo il ‘no’ dell’Irlanda al Trattato, ieri è giunto l’annuncio del presidente polacco Lech Kaczynski che non intende ratificare il documento. E il presidente ceco Vaclav Klaus ha fatto sapere di appoggiare in pieno la posizione del suo omologo.

Ottenuto il via libera del presidente della Commissione europea Jose Manuel Durao Barroso, Sarkozy ha inviato un monito ai riluttanti.

“Tutti abbiamo problemi, ma qui è una questione morale e di onestà. Quando si firma un documento in nome del proprio paese con l’obiettivo di far avanzare l’Europa, poi bisogna trarne le conseguenze”.

Kaczynski non si è fatto intimidire. Dalla Georgia, dove si trova in visita ufficiale, ha limato il concetto conservandone immutato il senso.

“Se tutto andrà bene in Irlanda, se cioè l’Irlanda ratificherà il trattato legalmente e senza essere obbligata, anch’io, poi, lo ratificheró”.

Un atteggiamento che ha irritato Parigi ma che a Praga è stato salutato con favore. Il presidente ceco Vaclav Klaus ha fatto dire al suo portavoce di sostenere in pieno la posizione di Kaczynski.