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Le priorità della presidenza francese

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Le priorità della presidenza francese

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La ricerca di una soluzione per far uscire l’Europa dall’impasse istituzionale dopo il no degli irlandesi al trattato di Lisbona, ha rimesso in gioco le priorità della presidenza francese.

Prima cosa da fare a questo punto è convincere Dublino a organizzare un nuovo referendum, prevedendo magari qualche modifica al testo per rispondere alle preoccupazioni degli irlandesi.

Daniel Gros Direttore del Centro studi delle politiche europee: “La grande sfida della presidenza francese potrebbe essere: riuscire a avere pazienza. I francesi non possono fare più di tanto per influenzare il processo di ratifica nella Repubblica Ceca, in Polonia e in Irlanda. Ma se attendono e sono fortunati, alla fine dell’anno, potremo avere una soluzione al problema irlandese, nel senso che si potrebbe avere un secondo referendum, questa volta coronato da successo”.

Il no irlandese potrebbe costringere la Francia a rivedere anche i suoi ambiziosi progetti di rilancio della Difesa europea, che potrebbero venir mal visti dagli irlandesi che temono per la propria neutralità .
In agenda Sarkozy ha messo anche l’approvazione di un piano d’azione per combattere il cambiamento climatico.

La presidenza francese coincide con una congiuntura economica difficile. L’inflazione è in aumento in tutti i 27 stati membri. A pesare l’escalation del prezzo del petrolio.
Su questo punto Sarkozy propone di ridurre l’Iva dei carburanti.

“Il problema più importante in questo momento è il prezzo del petrolio. E non c‘è niente che l’Unione possa fare per cercare di abbassarlo. Avere una riduzione delle imposte qua e là o aumentare le tasse in un altro settore non risolve il problema. E anzi, potrebbe diventare pericoloso se SArkozy spingesse in questa direzione”.

Dopo il sì alla direttiva sul rimpatrio, sembra invece avere il vento in poppa il patto sull’immigrazione che ricalca la politica francese per un’immigrazione ristretta e scelta. L’obiettivo è mettere fine alla regolarizzazione di massa dei sans papier, migliorare i controlli alle frontiere, armonizzare le politiche d’asilo e aiutare lo sviluppo dei paesi di provenienza.