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Le autorità cinesi zittiscono le voci di dissenso in vista delle Olimpiadi

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Le autorità cinesi zittiscono le voci di dissenso in vista delle Olimpiadi

 Le autorità cinesi zittiscono le voci di dissenso in vista delle Olimpiadi
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Che nulla perturbi la pace delle Olimpiadi. È la parola d’ordine delle autorità cinesi dopo le violente proteste scoppiate sabato scorso nel sud del paese. Il governo ha ordinato alle autorità locali di prevenire “incidenti di massa”.

A innescare la rabbia nel cantone di Wengan, situato nella provincia del Guizhou, è stato il tentativo di archiviare la morte di una quindicenne come suicidio. I cittadini, che hanno preso d’assalto e dato alle fiamme stazioni di polizia, edifici governativi e automobili, sostengono che la ragazza è stata violentata e uccisa da un alto responsabile politico locale.

A un mese dalla cerimonia di apertura dei Giochi di Pechino, si moltiplicano i tentativi delle autorità di mettere a tacere qualsiasi voce che possa nuocere all’immagine del paese. Ieri la maggior parte delle pagine internet che facevano riferimento alle proteste di sabato erano inaccessibili.