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Al vertice dell'Unione Africana di Sharm el-Sheik solo il premier keniano contro Mugabe

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Al vertice dell'Unione Africana di Sharm el-Sheik solo il premier keniano contro Mugabe

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Al vertice dell’Unione Africana iniziato a Sharm el-Sheik, in Egitto, la controversa rielezione di Robert Mugabe alla testa dello Zimbabwe non ha sollevato imbarazzi. Sostanzialmente, l’appello a non riconoscere la legittimità delle elezioni arrivato da più parti, è caduto nel vuoto.

Aprendo i lavori il presidente egiziano Mubarak ha sottolineato la necessità che il continente africano “parli con una sola voce”.

Solo il primo ministro keniano, Raila Odinga, ha chiesto all’organismo intergovernativo di sospendere lo Zimbabwe fino a quando non favorirà libere ed eque elezioni.

Mugabe dal canto suo, dopo aver assunto i poteri, ha aperto uno spiraglio per l’avvio di un dialogo con l’opposizione.

“Spero che al più presto si possano avviare delle consultazioni con le diverse forze politiche per ridurre i punti di disaccordo e allargare l’area della cooperazione”.

Ma Morgan Tsvangirai, da giorni rifugiatosi nell’ambasciata olandese ad Harare, si dice scettico sulle reali intenzioni di Mugabe, e non ne riconosce la legittimità.

“Migabe non è il presidente legittimo dello Zimbabwe, ha usurpato i suoi poteri e ha brutalizzato il suo popolo. Non avrebbe dovuto partecipare al Vertice. La crisi che ha causato al suo paese è ora la crisi dell’Unione africana. E dobbiamo cercare di risolverla”.