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L'Onu giudica non democratico il voto in Zimbabwe

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L'Onu giudica non democratico il voto in Zimbabwe

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Voto-farsa. L’Onu condanna lo Zimbabwe ma non trova l’accordo su un testo che dichiari illegittimo il ballottaggio voluto dal regime di Robert Mugabe, solo candidato alla successione di se stesso.

I 15 Stati membri del Consiglio di Sicurezza hanno ritenuto che nel Paese africano non ci sia stato nulla di simile ad un voto democratico. Lo ha spiegato l’ambasciatore Usa alle Nazioni Unite: “C‘è accordo sul fatto che non esistono le condizioni per definire l’elezione libera e indipendente. Resta l’amarezza per il fatto che il voto sia stato portato avanti in condizioni del genere”.

A frenare sull’adozione di un testo più forte è stato il Sud Africa, impegnato in un tentativo di mediazione. Protagonista assente della giornata elettorale è Morgan Tsvangirai, ritiratosi dal secondo turno per protesta e ancor più per necessità, di fronte a pressioni e violenze. “Chiunque riconosca come valido il risultato di queste elezioni” ha detto Tsvangirai “nega la volontà del popolo dello Zimbabwe e la transizione che dovrà portare stabilità e prosperità non solo al Paese ma all’intera regione”.

I quotidiani di Harare hanno parlato di una “massiccia affluenza alle urne”. Senza spiegare che le forze dell’ordine fedeli a Mugabe, 80 anni, quasi 30 alla guida dello Zimbabwe, ieri controllavano che gli aventi diritto avessero i polpastrelli macchiati d’inshiostro, segno che avevano esercitato il “dovere” di voto.