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Khanti-Mansisk: la città del miracolo petrolifero russo

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Khanti-Mansisk: la città del miracolo petrolifero russo

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Si chiama Khanti-Mansisk, dal nome delle prime popolazioni originarie, ma qualcuno l’ha già ribattezzata la capitale degli Emirati siberiani, ossia del boom petrolifero che l’ha trasformata in poco tempo in una moderna città vetrina della ricca provincia russa.

A sceglierla, l’anno scorso, come sede del 21/mo vertice Russia-Ue l’allora presidente russo Vladimir Putin. Il distretto di Khanti-Mansisk, garantisce il 60% dell’estrazione del petrolio russo ed è terzo a livello nazionale nelle estrazioni di gas.

Non sorprende quindi che il capoluogo sia al secondo posto, dopo la capitale, per volume di investimenti, che lo stipendio medio mensile sia di 30 mila rubli (oltre 800 euro), il doppio della media nazionale, e che l’edilizia cresca a ritmi vertiginosi, trascinata dal boom energetico.

Situata alla confluenza di due dei maggiori fiumi siberiani è circondata dalla taiga, dai boschi dove vivono le popolazioni indigene.