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Ponte aereo a Berlino: un'impresa che entra nella storia

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Ponte aereo a Berlino: un'impresa che entra nella storia

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1945. Finita la seconda guerra mondiale, la Germania nazista è sconfitta e in ginocchio. Il paese è in rovina, bisognerà aiutarlo a rilanciare l’economia perchè possa pagare i suoi debiti di guerra.

Nell’estate di quell’anno i quattro vincitori si riuniscono a Postdam e si dividono la tutela del paese. Quattro settori: britannico, americano, sovietico e francese. All’interno del settore sovietico, anche Berlino viene divisa.

Ma le visioni sul futuro del paese divergono: gli occidentali puntano alla riunificazione, Mosca memore di due invasioni tedesche, teme una nuova Germania unita. E quando le potenze occidentali introducono il Marco come moneta unica, Stalin reagisce con il blocco.

Tagliati tutti i collegamenti, strade e ferrovie che attraversavano la Germania sotto controllo sovietico, Berlino ovest diventa un’isola, niente esce e niente entra. Tre anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, inizia la guerra fredda.

Due milioni di persone in ostaggio, necessitano di beni di prima necessità. Gli alleati esitano e finiscono per scegliere il ponte aereo. Il più impressionante mai messo in moto: tre corridoi permettono a un aereo di atterrire tutti i tre minuti. Ottomila tonnellate di merce sono consegnati ogni giorno per quasi un anno.

“Se lo avessimo considerato aiutare un antico nemico, non avremmo voluto farlo. Ma vedevamo cosa stavamo facendo e cosa i comunisti stavano facendo alla gente, dunque ci dicevamo: dobbiamo cambiare questa situazione”, ha detto Earl Moore, presidente dell’associazione dei Veterani del ponte aereo di Berlino.

Ai berlinesi mancava tutto: dalle medicine, ai viveri, al carbone. Per i bambini, i piloti inventano le cosiddette bombe di uva passa. Caramelle canditi e uva passa, attaccati a fazzoletti annodati che fanno da paracadute. Ne cadono 23 tonnellate dal cielo.

“Sapevo che le barrette di cioccolata venivano paracadutate. Allora ho scritto una lettera al mio “zio della cioccolata”, indirizzandola all’aeroporto di Tempelhof e gli ho chiesto che un paracadute, solo uno, cadesse direttamente nel nostro giardino”, ha raccontato una testimone, Mercedes Wild.

Il blocco finisce il 12 maggio del ’49 a mezzanotte. Il ponte aereo continua ancora per alcuni mesi, ma la guerra fredda è appena ai suoi inizi.