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Ue e Opec si incontrano a Bruxelles, ma i Paesi produttori non aumenteranno la produzione.

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Ue e Opec si incontrano a Bruxelles, ma i Paesi produttori non aumenteranno la produzione.

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Unione Europea e Opec analizzeranno insieme l’impatto dei mercati finanziari sui prezzi del petrolio e sulla loro volatilita’. E’ questa l’unica, deludente, novita’ emersa dall’incontro di Bruxelles tra il presidente dell’Opec, Chakib Khalil, e il commissario europeo all’Energia Andris Pielbags. Il prezzo del greggio, dunque, continuerà la sua corsa.

“Non vedo l’ora che si realizzi uno scambio di vedute tra l’Opec e l’Unione Europea – ha dichiarato Pielbags – qualche volta non siamo d’accordo, ma stiamo appianando le divergenze perchè lavoriamo sulla base di studi concreti e fatti, non solo di supposizioni”.

Progressi condivisi dal numero uno dell’Opec:

“Il messaggio che portiamo è chiaro – ha affermato Khalil – siamo disponibili al dialogo sui temi centrali come la raffinazione, i mercati finanziari e la loro volatilità, la ricerca di giacimenti e le riserve”.

L’Opec, dunque, non aumenterà la produzione nonostante la domanda mondiale si attesti a 87 milioni di barili al giorno e il cartello dei produttori ne garantisca solo 32. L’aumento del prezzo del greggio, per l’Opec, è causato dalle speculazioni e non da un reale aumento della domanda, dunque non puo’ far altro che sperare nella tenuta delle esportazioni. L’Unione, dal canto suo, ha assicurato che il livello della sua domanda rimarrà inalterato.