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Robert Mugabe, dall'indipendenza alla catastrofe economica

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Robert Mugabe, dall'indipendenza alla catastrofe economica

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Da eroe della guerra d’indipendenza a presidente per diritto divino. Al potere da 28 anni, l’ottantaquattrenne Robert Mugabe affermava venerdì scorso: “solo Dio può togliermi il potere che mi ha dato”. Un dio che evidentemente condivide la sua opinione degli oppositori: marionette del Regno Unito, l’ex potenza coloniale.

“Un voto per l’Mdc – ha detto Mugabe dieci giorni fa – è un voto a favore non solo dell’influenza dei britannici sul nostro paese, ma del loro ritorno al potere”.

E se non bastassero le parole, scomodiamo gli effetti speciali. La propaganda elettorale dello Zanu-Pf, con un morphing televisivo fra Bush, Blair, Brown e Tsvangirai, non lascia spazio a dubbi: americani e britannici hanno trovato nell’Mdc loro cavallo di Troia. E il loro primo nemico da abbattere è la riforma agraria.

Nel 2000, sconfitto al referendum costituzionale, Mugabe lancia una campagna di espropriazione delle terre in mano ai bianchi per redistribuirle ai neri. Espropriazioni violente, condotte dai veterani della guerra d’indipendenza. L’Mdc viene già accusato di essere al servizio degli ex coloni bianchi.

Le conseguenze economiche sono disastrose. L’inflazione è oggi fuori controllo: nel luglio 2007 era al 7.600 per cento su base annuale, nel febbraio 2008 è schizzata a oltre il 100 mila per cento. La disoccupazione è all’80 per cento. Più di tre milioni di persone sono emigrate illegalmente in Sudafrica, alimentando la violenza xenofoba.

2:39 Mugabe sommet FAO, Rome
All’ultimo vertice della Fao a Roma, il presidente Mugabe ha ancora una volta accusato l’Occidente di sostenere l’opposizione: “Attraverso le organizzazioni non governative vengono convogliati fondi verso i partiti politici d’opposizione, che sono una creazione dell’Occidente. Inoltre, queste Ong finanziate dagli occidentali usano il cibo come un’arma politica, per mezzo della quale fare campagna contro il governo, soprattutto nelle aree rurali”.

Perché l’ex granaio dell’Africa è oggi vuoto. Un quarto della popolazione dipende dagli aiuti internazionali. Per molti più di un pasto al giorno è un lusso. E la speranza di vita è crollata da 64 a 36 anni.