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A Gedda si discute di caro-petrolio, poche decisioni concrete all'orizzonte

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A Gedda si discute di caro-petrolio, poche decisioni concrete all'orizzonte

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Niente ricetta-miracolo, da Gedda, contro il caro-petrolio. Almeno questa sembra la sensazione prevalente alla conferenza dei Paesi produttori e consumatori che si è aperta oggi in Arabia Saudita. Per discutere dell’impennata dell’oro nero, sono riuniti 36 paesi produttori e consumatori, 22 compagnie petrolifere e alcune organizzazioni internazionali.

Il premieri britannico Gordon Brown ha proposto un “New Deal” tra produttori e consumatori. Ma le aspettative della vigilia potrebbero essere disattese. Alimentate dall’annuncio di un aumento di produzione da parte del regno saudita, principale esportatore al mondo, si devono scontrare con il muro degli altri Paesi Opec che danno la colpa alla speculazione.

Nel frattempo, però, il mondo intero continua a fare i conti con il costo del greggio, che in un anno è raddoppiato, arrivando a sfiorare quota 140 dollari a barile. L’impennata ha scatenato proteste di massa, dai pescatori ai camionisti, dall’Asia all’Europa. Contestazioni che nelle scorse settimane hanno lasciato tanti cittadini senza pesce o altri prodotti e tratti di autostrada bloccati dai tir lumaca, come è avvenuto in Spagna.