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A Gedda il summit sul caro petrolio

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A Gedda il summit sul caro petrolio

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Produttori e consumatori di petrolio si riuniscono oggi a Gedda, in Arabia Saudita, per discutere della fiammata dell’oro nero e delle possibili soluzioni per frenare i prezzi.

Sul banco degli imputati sta la speculazione, secondo i paesi Opec, ma non secondo gli Stati Uniti: il segretario di stato per l’energia Samuel Bodman punta piuttosto il dito contro la
scarsità degli approvvigionamenti.

Su questo punto comunque l’Arabia Saudita è pronta a fare delle concessioni, e promette già per luglio un aumento della produzione, che arriverà a 9,7 milioni di barili al giorno.

“Soddisferemo la domanda – ha dichiarato il viceministro saudita per gli affari petroliferi – se si tratta di una domanda reale, se i clienti chiedono più greggio glielo venderemo semplicemente perchè i clienti, i nostri clienti ce lo chiedono”.

Altri paesi potrebbero seguire l’esempio saudita, e aumentare la produzione, ma la loro richiesta principale resta soprattutto quella di una maggiore trasparenza e regolamentazione dei mercati finanziari, per evitare che i prezzi vengano gonfiati dalla speculazione.

In un anno il prezzo del petrolio è più che raddoppiato arrivando ora quasi a 140 dollari al barile.

Un’impennata che ha pesato gravemente sull’inflazione e ha scatenato proteste da Bruxelles a Bangkok.