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L'Europa sceglie l'attesa dopo il no irlandese

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L'Europa sceglie l'attesa dopo il no irlandese

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Quattro mesi per mettere a punto la strategia di risposta al no irlandese. Al secondo e ultimo giorno del Vertice Europeo di Bruxelles la posizione dei Ventisette è attendista. L’Alto Rappresentante per la Politica Estera Europea Javier Solana è ottimista e spiega l’importanza del Trattato di Lisbona per il funzionamento dell’Unione e il suo futuro allargamento: “I Ventisette hanno lavorato a lungo…Certamente ora è difficile ma non impossibile, niente affatto, e l’obiettivo del Trattato di Lisbona è permettere che i Ventisette funzionino meglio insieme e funzionino meglio in prospettiva, quando il processo d’allargamento riprenderà”.

Tema sul quale il Presidente francese Nicolas Sarkozy è stato chiaro: stop all’allargamento finchè il Trattato non viene approvato. La Francia assumerà la Presidenza semestrale dell’Unione dal 1 luglio. Ma sul processo di ratifica – 7 Paesi devono ancora procedere – cala anche l’ombra della Repubblica Ceca. Il Premier Mirek Topolanek:

“Nessun deputato subirà pressioni per votare si o no, ma la verità è che se dovessimo ratificare adesso, sul si dei cechi non scommetterei 100 corone”.

Come dire una lira… Non molto per una Unione che sulle riforme è ferma da più di tre anni. Fino al Consiglio Europeo del 15 ottobre saranno al lavoro le diplomazie degli Stati membri.