ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

La tregua, finalmente

Lettura in corso:

La tregua, finalmente

Dimensioni di testo Aa Aa

In pochi sono disposti a credere che possa durare, ma per il momento c‘è. Niente piú operazioni israeliane nella Striscia di Gaza. Niente piú lanci di razzi palestinesi contro Israele. L’accordo è stato sottoscritto dallo stato ebraico e da Hamas, il movimento radicale palestinese che da un anno controlla la Striscia, dopo aver estromesso militarmente Fatah.

A Sderot, la città israeliana piú colpita dai raggi Qassam, lo scetticismo prevale sulla fiducia.

“Non credo alla tregua, non ho fiducia nel nostro governo, non penso possa essere un’opportunità. Un sogno, forse”.

Anche tra gli abitanti di Gaza, che continuano a seppellire i propri morti, regna la diffidenza. Ma il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, firmatario dell’accordo con Israele, invita i palestinesi all’ottimismo.

“Questa tregua garantirà maggiore sicurezza, porterà vantaggi a tutti, aiuterà il nostro popolo a soffrire meno e sarà utile anche a Israele, se sarà capace di rispetterla”.

Meno ottimista il primo ministro israeliano. Ehud Olmert precisa di aver firmato la tregua solo grazie alla mediazione egiziana, perchè un accordo diretto con Hamas non sarebbe stato possibile.

“Sia chiaro che non abbiamo mai trattato con organizzazioni terroristiche e non lo faremo mai. Non ci illudiamo: quella che Hamas definisce una tregua è in realtà molto fragile e avrà vita breve”.

Al primo lancio di Qassam, Israele potrà sentenziare: “Lo avevamo detto”. Olmer è piú fiducioso invece sulla possibilità di avviare un negoziato diretto con la Siria, magari già al vertice parigino dell’Unione per il Mediterraneo in programma il 13 luglio. Olmert non ha escluso di incontrare il presidente siriano Bashar al Assad. La diplomazia francese sta preparando il terreno.