ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Fra diffidenza e speranza, riprende la vita nella Striscia di Gaza

Lettura in corso:

Fra diffidenza e speranza, riprende la vita nella Striscia di Gaza

Dimensioni di testo Aa Aa

Scetticismo e diffidenza regnano a Sderot, la città israeliana dove i razzi lanciati da Gaza hanno ucciso quattro persone in un anno.

Un residente esprime un pensiero condiviso da molti: “Non penso che tutto questo parlare di tregua durerà. È questione di una settimana, o di tre giorni, poi tutto tornerà come prima”.

Alcuni vedono nel cessate il fuoco solo una vittoria tattica per Hamas: “Questa tregua significa solo una cosa: una riorganizzazione di Hamas. Hamas ha fatto apparire questo cessate il fuoco come una vittoria agli occhi dei suoi elettori. Potranno avere cibo e vestiti”.

E che gli israeliani ci credano poco è palpabile: il blocco imposto su Gaza un anno fa sarà tolto solo gradualmente.

Per il milione e mezzo di palestinesi della Striscia di Gaza quello appena trascorso è stato un anno di privazioni.

Dice un abitante di Gaza: “Vorrei che aprissero i valichi, e lasciassero passare le merci, perché possiamo vivere come altre nazioni, con dignità”.

I pescatori sono tornati al lavoro dal momento dell’entrata in vigore della tregua. Alcuni, come Nasser, tirano un grosso sospiro di sollievo: “Vogliamo vivere come altre nazioni in pace e sicurezza. Non ci piace la guerra. Vogliamo lavorare in una situazione in cui regni la pace. Non ci è stato possibile uscire in mare per più di due anni e mezzo”.

La pesca non è la sola attività economica disastrata. I principali settori sono stati costretti a fermarsi, molte imprese sono fallite, il crollo è totale.

Si calcolano perdite per 193,5 milioni di euro in settori chiave come quello tessile, l’agricoltura e l’edilizia.

La disoccupazione, quasi al 30 per cento, raggiunge il 39 per cento a Khan Yunis.

Nella zona agricola vicina al punto di passaggio di Karni, i contadini sperano ora di poter tornare ai loro campi. Negli ultimi mesi hanno dovuto subire, oltre all’embargo sulle esportazioni, anche i tiri israeliani diretti contro i miliziani.