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Dopo il no di Dublino, il sí di Londra

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Dopo il no di Dublino, il sí di Londra

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Oggi la Regina Elisabetta metterà il proprio sigillo, indispensabile ma scontato, sul Trattato di Lisbona, ratificato ieri dalla Camera dei Lord britannica. Il Regno Unito diviene cosí il 19esimo stato dell’Unione a ratificare il testo, il primo a farlo dopo il no irlandese nel referendum del 12 giugno.

Il premier britannico Gordon Brown sarà cosí in grado di presentarsi al vertice europeo che si apre oggi a Bruxelles con in tasca una ratifica pesante.

Sulla quale pende, per la verità, ancora una scure. Stuart Wheeler, milionario britannico e sostenitore del partito conservatore, ha presentato ricorso all’Alta Corte contro la ratifica chiedendo che venga organizzato anche in Gran Bretagna un referendum.

Dopo il sí britannico gli stati europei che hanno provveduto alla ratifica del Trattato sono 19. Ne mancano 7, tra cui l’Italia. Il parlamento provvederà alla ratifica a luglio.

Il summit europeo che si apre nel pomeriggio dovrà, naturalmente, tener conto dello stop irlandese al Trattato. La proposta che sembra raccogliere maggiori consensi prevede di portare a termine le ratifiche e poi occuparsi del no di Dublino.