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Camorra: confermata la massima pena per i Casalesi


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Camorra: confermata la massima pena per i Casalesi

Ergastolo per tutti i sedici boss del clan dei Casalesi: questo l’esito del processo d’appello “Spartacus” contro la potente famiglia camorristica, verdetto a cui la Corte di Assise di Appello di Napoli è arrivata dopo tre giorni di camera di consiglio. Sia pure con alcune parziali riforme, conferma nella sostanza la sentenza di primo grado, emessa nel 2005.
Colpiti tutti gli esponenti di spicco del clan di Casal di Principe: da Francesco Schiavone a Francesco Bidognetti ai due superlatitanti Antonio Iovine e Michele Zagaria. Oltre ai sedici ergastoli, sono state inflitte quattordici condanne a pene varianti dai trenta ai due anni di reclusione.

Presente in aula anche lo scrittore Roberto Saviano, sottoscorta dal 2006 per aver messo a nudo l’attività del clan nel suo best-seller “Gomorra”. “Questo verdetto è una vittoria della Procura Antimafia – ha commentato – di chi per dieci anni si è opposto, spesso in grande silenzio, a questi poteri. C‘è da pensare che questo sia l’inizio di una battaglia reale fatta al gruppo dei Casalesi e non soltanto”. A chi gli chiedeva il motivo della sua presenza, Saviano ha risposto: “Ho dimostrato che non ho paura”.

Sedici gli omicidi oggetto di valutazione nel processo, un processo costellato di minacce e agguati mortali organizzati dai camorristi contro pentiti, testimoni e imprenditori che si sono ribellati al racket.

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