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A Bruxelles un vertice anti-crisi

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A Bruxelles un vertice anti-crisi

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Al summit europeo, che conclude la presidenza di turno slovena, i 27 sono giunti provati dal no irlandese al referendum per il trattato di Lisbona. Esito negativo che ha dettato un aggiornamento immediato dell’agenda del vertice. I 27 chiedono che il processo di ratifica vada avanti, anche se sanno che non riusciranno a trovare una risposta alla crisi nel corso del vertice.

Il premier Brian Cowen conviene: “Concordiamo sul fatto che sia necessario per l’Irlanda avere un periodo per analizzare quanto è accaduto la settimana scorsa e prendere il tempo necessario per esaminare diverse ipotesi. Nel fare questo chiederemo consigli anche all’estero. Per il momento è ancora troppo presto per avanzare ipotesi”.

È di buon auspicio per i 27 che il premier britannico Gordon Brown sia giunto a Bruxelles con la ratifica in tasca. È certo comunque che il trattato non entrerà in vigore il prossimo primo gennaio.

Se la prima parte del summit è stata dedicata al no irlandese, la seconda parte sarà consacrata invece ai problemi concreti degli europei. In primo piano aumento del prezzo degli alimentari e del greggio.

Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso: “Discuteremo dei problemi che preoccupano gli europei, come il prezzo dell’energia, il costo della vita e crediamo che si possa fare qualcosa insieme”.

La presidenza francese che inizia il primo luglio, insiste sull’idea di abbassare l’Iva sui carburanti, malgrado l’accoglienza fredda di alcuni stati membri.

Altri paesi, come l’italia, suggeriscono invece di tassare i profitti dei gruppi petroliferi.