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Camionisti, taxisti e agricoltori paralizzano Bruxelles. Protesta contro il caro carburante

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Camionisti, taxisti e agricoltori paralizzano Bruxelles. Protesta contro il caro carburante

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Alla vigilia del vertice europeo, Bruxelles è rimasta paralizzata dalle manifestazioni di protesta di numerose categorie contro l’aumento dei prezzi dei prodotti petroliferi. Oltre agli agricoltori, che hanno portato nelle strade i loro trattori, hanno incrociato le braccia anche i taxisti e i camionisti.

La mobilitazione arriva una settimana dopo le violente proteste degli autotrasportatori in Spagna e Portogallo, che per giorni hanno bloccato autostrade e valichi di frontiera.

Con il petrolio a 140 dollari al barile il rischio di una crisi è più che probabile, come dice un camionista belga. “Il gasolio si mangia da solo il 40 per cento del nostro giro d’affari. Lo stesso accade coi salari, mentre è sempre più difficile comprare dei mezzi nuovi e pagare i dipendenti. Insomma se si somma tutto è davvero complicato”.

In sette anni il petrolio ha quadruplicato il suo costo, e tra i più colpiti ci sono i coltivatori colpiti anche dalla caduta dei prezzi agricoli alla produzione. Sostegno alla loro categoria è arrivato anche dal primo ministro belga, Yves Leterme. “Hanno ragione a mobilitarsi. Ci sarebbe bisogno di far crescere le loro entrate, ma considerando i prezzi che il mercato stabilisce, credo che ci saranno diversi problemi”.

La manifestazione ha avuto un fuori programma quando alcuni trattori hanno tentato di raggiungere la sede delle istituzioni europee, dove in vista del vertice che iniza domani, sono stati schierati 800 poliziotti in tenuta antisommossa.