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Trattato di Lisbona: il 'no' irlandese non ferma l'Unione

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Trattato di Lisbona: il 'no' irlandese non ferma l'Unione

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Il no irlandese al Trattato di Lisbona non ferma nè il processo di ratifica e neppure quello di allargamento dell’Unione. Gli otto stati che alla ratifica ancora non hanno provveduto, non interromperanno le procedure. E per Croazia e Turchia il processo di adesione prosegue. L’indicazione giunge da Lussemburgo dove ieri si sono riuniti i ministri degli esteri dei 27 per preparare summit europeo in programma giovedí e venerdí a Bruxelles.

“É chiaro che la questione si complica – ha riconosciuto il ministro degli esteri sloveno Dimitrij Rupel – ma con la comprensione e la solidarietà reciproca, supereremo questa situazione. L’Unione non è in crisi. Il risultato del referendum in Irlanda non cambia la politica di allargamento”.

Il commissario europeo all’allargamento Olli Rehn, dopo aver confermato che le procedure per l’adesione all’Unione di Coazia e Turchia proseguono, ritorna sul no irlandese al trattato.

“Dopo il no dell’Irlanda, l’Unione deve trovare il modo di far avanzare la riforma delle proprie istituzioni. Lo spirito del Trattato di Lisbona è quello di rendere piú rapido e piú democratico il processo decisionale”.

La possibilità di un secondo referendum in Irlanda non è esclusa, ma sconsigliata nel breve periodo. Esiste poi il problema della Repubblica ceca dove la ratifica del trattato è bloccata perchè la Suprema Corte ne sta verificando la costituzionalità.