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Perchè "Lisbona" non convince. I ministri degli Esteri dell'Ue riflettono sul no irlandese

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Perchè "Lisbona" non convince. I ministri degli Esteri dell'Ue riflettono sul no irlandese

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Dopo la bocciatura al referendum irlandese del Trattato di Lisbona, i ministri degli Esteri dell’Unione europea si riuniscono per la prima volta a Lussemburgo. Al centro dei lavori, l’analisi di cause ed effetti del nuovo stop. Tutti si dicono delusi, e qualcuno dà già per defunto il Trattato, come il ministro degli Esteri della Slovenia, presidente di turno dell’Unione, Dimitri Rupel.

“Sarebbe azzardato sostenere che si possa dare nuova vita al Trattato adesso, mentre dobbiamo affrontare il blocco. E’ un momento della verità, il momento per fermarsi a riflettere, analizzare e ascoltare. Oggi dovremmo tutti metterci in posizione di ascolto”.

Il parere del ministro Rupel riassume il clima dell’incontro, segnato dalla intenzione di riprendersi al più presto dalla decisione irlandese, ma senza un vero e proprio “piano B” da mettere in pratica.

Se nel continente uomini e istituzioni comunitarie cercano una soluzione, in Irlanda i sostenitori del No festeggiano, senza temere che da oggi Dublino possa essere un poco più isolata, tra i 27.