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16 giugno 1958: giustiziato Imre Nagy, martire della rivoluzione ungherese

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16 giugno 1958: giustiziato Imre Nagy, martire della rivoluzione ungherese

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Cinquant’anni fa Imre Nagy, primo ministro ungherese, veniva giustiziato. Cerimonie di commemorazione si sono tenute in parlamento, al monumento della rivolta del 1956, al sepolcro del premier e al monumento a lui dedicato.

Assenti l’opposizione conservatrice e il presidente della repubblica. Per i socialisti al governo Nagy resta un traditore, mentre la destra non lo ama perché era comunista.

La sua voce ha risuonato di nuovo nella stessa sala di tribunale a Budapest. La registrazione delle 52 ore di processo è stata diffusa pubblicamente per la prima volta, e in tempo reale, a partire da lunedì 9 giugno. Il processo era stato registrato a fini propagandistici, ma i nastri sono poi stati nascosti perché gli imputati non hanno mai chiesto perdono.

Un modo di fare silenzio sui fatti dell’ottobre 1956, quando gli ungheresi insorsero per chiedere il ritiro delle truppe sovietiche, l’indipendenza e il ritorno di Imre Nagy, il primo ministro silurato l’anno prima.
Tornato al potere, Nagy indisse elezioni libere e annunciò l’uscita dell’Ungheria dal Patto di Varsavia.

Ma la rivoluzione durò solo 12 giorni. Il 4 novembre i carri armati sovietici entrarono a Budapest e in altre città in mano agli insorti. La resistenza durò poco, il governo di Nagy fu rovesciato. I morti furono migliaia.

Centinaia di migliaia di ungheresi presero la strada dell’esilio, verso l’Austria e la Iugoslavia.

Tre settimane dopo la fine della rivolta, Nagy fu arrestato. Dopo due anni trascorsi nelle prigioni rumene, il 16 giugno 1958 fu impiccato a Budapest con il generale Pal Maleter et il giornalista Miklos Gyimes.

I corpi furono sepolti nel cortile del carcere e poi, nel 1961, con degli pseudonimi, in un cimitero.

Ci è voluta la caduta del comunismo, nel 1989, perché coloro che sono considerati oggi dei martiri fossero riabilitati. Dopo una cerimonia funebre solenne, i loro resti furono tumulati nel cimitero centrale della capitale ungherese.