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Via libera del governo Berlusconi al disegno di legge sulle intercettazioni.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un testo che autorizza gli ascolti telefonici solo per i reati punibili con più di 10 anni.

Carcere fino a 3 anni per i giornalisti che pubblicano le telefonate coperte da segreto. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano difende le misure:

“E’ un provvedimento che noi riteniamo essere un punto di equilibrio tra il diritto del cittadino a vedere assicurata la propria riservatezza, la privacy, e l’ordinamento statuale che ha diritto a confermarsi tale intervenendo nel contrasto contro i crimini che i singoli cittadini possono commetere”.

A guidare le proteste contro il provvedimento c‘è l’opposizione di Antonio Di Pietro secondo cui s’imbavagliano giornalisti e magistrati. Massimo Donadi:

“Un disegno di legge che prevede il carcere per i magistrati e i giornalisti e l’impunità per i criminali. Scompaiono del tutto i reati economici, fiscali e societari. Significa che in Italia scandali come Parmalat, i “furbetti del quartierino” o da ultimo la clinica degli orrori in Italia non si potranno scoprire mai più”.

Il Partito Democratico sottolinea il passo indietro che il governo ha dovuto fare, includendo i reati contro la pubblica amministrazione. Ora il testo verrà sottoposto al voto di Camera e Senato.