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Tre scenari in caso di vittoria del No

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Tre scenari in caso di vittoria del No

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In caso di vittoria dei no, che vie d’uscita avrebbe l’Unione europea? Ecco tre gli scenari possibili. Il primo, e meno probabile, è quello di rinegoziare il trattato.

Così come è accaduto dopo la disfatta del 2005, con il no di Francia e Olanda, i 27 riporterebbero il testo in cantiere per trovare una nuova formula che soddisfi tutti.
Difficile credere che la presidenza francese, che inizia il primo luglio, sia disposta per il trattato a rinunciare alle priorità della sua agenda, ossia immigrazione e cambiamento climatico.

Secondo:gli europei potrebbero decidere di mantenere in vigore il trattato di Nizza, che, malgrado i suoi limiti in un’Europa a 27 permette alle istituzioni comunitarie di funzionare.

Terzo scenario: indire un nuovo referendum in Irlanda, concedendo agli irlandesi delle garanzie, così come accadde per il trattato di Nizza, approvato con una seconda consultazione popolare nel 2002.

Ma cosa potrebbe significare il no irlandese per gli altri paesi che non hanno ancora ratificato il trattato? L’analista Sebastian Kurpas: “Le conseguenze di un no in Irlanda sono imprevedibili per gli altri paesi. La Gran Bretagna è uno di questi, così come la Repubblica Ceca, dove è in corso una procedura giuridica per verificare la bontà del trattato”.

Anche se Londra ha ribadito di procedere per via parlamentare, non diminuirà la pressione degli euroscettici su Gordon Brown. Che attende per di più l’esito di un ricorso a favore del referendum presentato da un multimilionario conservatore .