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Giorno decisivo per l'Europa: gli irlandesi al voto sul trattato di Lisbona

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Giorno decisivo per l'Europa: gli irlandesi al voto sul trattato di Lisbona

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E’ un’Irlanda fortemente divisa quella che vota oggi nel referendum sul Trattato di Lisbona. Secondo i sondaggi la lotta è serrata e il testo potrebbe essere respinto vista la rimonta del no negli ultimi giorni. Potrebbe ripetersi lo scenario del Trattato di Nizza del 2001, bocciato dagli irlandesi. L’uno per cento di quasi 500 milioni di europei decide dunque la sorte dell’Unione che attende con il fiato sospeso.

“C‘è stato qualche sviluppo negli ultimi giorni a favore del sì, spero che venerdì, quando si conteranno i voti, potremo dire che il sì ha vinto”, ha detto il presidente dell’europarlamento Hans Gert Pottering. Basta il no di un solo Paese per rendere lettera morta il trattato, che dovrebbe entrare in vigore nel 2009.

Il fronte del no in Irlanda sostiene che il testo, difeso dal primo ministro Brian Cowen, metta a rischio l’autonomia in politica finanziaria, la neutralità in campo militare e introdurrebbe l’aborto, ancora proibito nel Paese.

Il fronte del sì mette sul tavolo il miracolo economico del Paese, la “tigre celtica”, reso possibile dal sostegno dell’Unione Europea. Sono 18 i Paesi che hanno ratificato il trattato, per via parlamentare: ultimi, mercoledì, Finlandia, Estonia e Grecia.