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Trattato: l'Europa guarda con ansia al referendum d'Irlanda

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Trattato: l'Europa guarda con ansia al referendum d'Irlanda

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Giovedì sarà il giorno più lungo. La gente d’Irlanda dirà ‘Nìl’ o ‘Tà’, no o sì al Trattato europeo di Lisbona. Perchè secondo la costituzione dell’Isola Verde, per autorizzare l’applicazione in patria di un testo comunitario bisogna indire un referendum popolare.

Molto impegnato nella campagna per il ‘sì’, il neo-premier irlandese Brian Cowen ha piu’ volte sferrato in questi ultimi giorni violenti attacchi contro le associazioni e i movimenti che chiedono la netta bocciatura del testo. “Come primo ministro sono fermamente convinto che la ratifica del Trattato di Lisbona sia cruciale per le prospettive future del Paese”, ha detto il premier irlandese.

Malgrado il posizionamento della classe politica e il riconoscimento del ruolo dell’Europa nella crescita, il ‘no’ attira moltissimi irlandesi perchè percepito come un voto di protesta. E nemmeno a Dublino mancano infatti le ragioni per dar sfogo al malcontento, in particolare nei confronti della massiccia immigrazione degli ultimi anni.

Mentre l’Irlanda si prepara al referendum di domani, il parlamento finlandese è invece chiamato nel pomeriggio di oggi a votare la ratifica del Trattato di Lisbona per via parlamentare. E non è il solo. Anche i parlamentari di Grecia ed Estonia faranno lo stesso. Nonostante cio’, il testo europeo potrebbe comunque arenarsi di fronte al ‘no’ irlandese.