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Pugno di ferro di Madrid contro lo sciopero dei Tir

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Pugno di ferro di Madrid contro lo sciopero dei Tir

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La protesta dei camionisti contro il caro-carburante rischia di mettere in ginocchio la Spagna, il governo dice basta.

La polizia spagnola ha rimosso i blocchi dei Tir alla frontiera con la Francia. Le forze dell’ordine hanno arrestato oltre 50 persone nell’arco degli ultimi tre giorni, la maggior parte oggi.

Il governo, che parla per bocca del ministro dell’Interno Alfredo Pérez Rubalcaba, ha deciso di non tollerare la protesta selvaggia: “Continueremo ad agire con il massimo di forza e di fermezza contro chi vuole perturbare l’ordine pubblico, minare la mobilità dei cittadini, impedire il trasporto nell’ambito di quei settori che non aderiscono allo sciopero. Ciò riguarda soprattutto i picchetti che sono illegali”.

Ieri era giunta al culmine l’esasperazione degli addetti del settore che chiedono al governo di calmierare il prezzo del gasolio. Un camionista spagnolo e uno portoghese sono morti in due diversi incidenti mentre cercavano di bloccare i veicoli di colleghi che non intendevano aderire alla protesta.

Le conseguenze della mancata consegna di beni e prodotti non tardano e la protesta degenera in scontri. Tensione massima ad Almeria, in Andalusia, dove la polizia si è scontrata con 2.500 agricoltori che chiedevano sgravi fiscali.

La confederazione farmacisti avverte che dalla settimana prossima potranno registrarsi penurie di prodotti nelle quasi 3.000 farmacie della capitale. L’associazione allevatori spagnoli avverte che lo sciopero degli autotrasportatori costerà ai produttori di latte oltre 7 milioni di euro al giorno. In Portogallo le autocisterne sono scortate dalla polizia, ma un pieno di benzina è ormai un miraggio.