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Meshal: "Arabi e musulmani contano sull'Europa"

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Meshal: "Arabi e musulmani contano sull'Europa"

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A un anno dalla frattura tra Hamas e Fatah, il dialogo è ripartito. EuroNews ha incontrato a Damasco il presidente dell’ufficio politico di Hamas, Khaled Meshal, per chiedergli la sua posizione sui grandi temi dell’attualità, come la possibile liberazione del soldato israeliano, le relazioni fra Hamas e Israele e quelle fra Hamas e Teheran, il futuro di Gerusalemme e il ruolo dell’Europa e della futura Unione per il Mediterraneo.

EuroNews: Avete intenzione di liberare il soldato israeliano e riavvicinarvi a Fatah?

Khaled Meshal: Per quanto riguarda Gilad Shalit, come sa anche lei, è il nemico sionista che impedisce i negoziati, Olmert e il suo entourage ci mettono i bastoni fra le ruote. Non rispondono alle nostre richieste. Noi ci siamo messi d’accordo con la mediazione egiziana sul calendario e sulle varie tappe, ma ogni volta che facciamo i nomi delle persone da liberare, Israele rifiuta di rilasciare i nostri prigionieri. Appena Israele accetterà le nostre richieste, noi libereremo il soldato israeliano. Non abbiamo alcun interesse a tenercelo.

EuroNews: È vero che ci sono contatti segreti fra Israele e Hamas?

Meshal: No, non crediamo ai contatti segreti, e non abbiamo nessun contatto con il nemico israeliano.

EuroNews: C‘è la possibilità che Hamas avvii negoziati diretti o indiretti con Israele in questo momento?

Meshal: La gestione del conflitto con Israele deve essere condotta in maniera globale. Non appena Israele dimostrerà di essere maturo e accetterà il diritto dei palestinesi, in quel momento decideremo come agire.

EuroNews: Che cosa pensa dei negoziati già avviati fra Mahmud Abbas e Ehud Olmert?

Meshal: Olmert emette veti sulle frontiere del 1967, su Gerusalemme, sullo smantellamento delle colonie e sul diritto al ritorno dei profughi. Che valore hanno i negoziati di fronte a tutti questi sbarramenti?

EuroNews: Il valore è la volontà della creazione di uno Stato palestinese…

Meshal: Lei ha visto l’ultima visita di Bush nella regione e il suo discorso alla Knesset. Ha dato uno schiaffo alla regione e si è allineato sulla posizione israeliana, mentre Olmert tratta con Abbas per nascondere alla popolazione i problemi interni e abbellire l’immagine d’Israele. Sono pubbliche relazioni!

EuroNews: È possibile che Hamas avvii negoziati con lo Stato ebraico in futuro?

Meshal: Israele deve annunciare in modo chiaro che accetta uno Stato palestinese con i confini del 1967, inclusa Gerusalemme, senza colonie, e con il diritto al ritorno dei profughi. Senza queste condizioni, non saremo mai d’accordo.

EuroNews: In questo caso, sareste disposti a riconoscere Israele?

Meshal: No, la questione del riconoscimento è esclusa. Ho già detto che possiamo firmare una tregua, ci sono altre formule, ma il riconoscimento è escluso, l’abbiamo già detto.

EuroNews: Potreste allora firmare un documento negoziale o un accordo con Israele?

Meshal: Senta, ci sono stati accordi fra palestinesi e israeliani fin da Oslo, e finora sono stati del tutto inutili. La questione è: i palestinesi avranno i loro diritti? Allo stato attuale, non vediamo all’orizzonte una posizione di questo genere né da parte degli israeliani né degli americani. Non c‘è nemmeno una volontà internazionale in grado di imporre una soluzione soddisfacente per il popolo palestinese.

EuroNews: Olmert dice che Gerusalemme dipenderà eternamente dalla sovranità israeliana. Che cosa pensa lei di queste dichiarazioni?

Meshal: È la prova che non s’intravede all’orizzonte una possibile soluzione per via della posizione israeliana e di quella americana, allineata su quella di Israele. Allora Olmert può dire quel che vuole, Gerusalemme era e resterà palestinese e araba.

EuroNews: Obama, in campagna elettorale, ha detto che Gerusalemme deve restare la capitale d’Israele…

Meshal: Sono dichiarazioni che respingiamo e condanniamo come offensive. Nonostante tutto, non ci aspettiamo molto dall’amministrazione americana, che sia democratica o repubblicana. Non scommetteremo su questo. Scommetteremo sui nostri diritti.

EuroNews: Hamas è accusato di avere rapporti con Teheran. Sono accuse fondate?

Meshal: Abbiamo rapporti con Teheran e abbiamo anche relazioni con altri paesi musulmani e arabi, e siamo anche in buoni rapporti con alcuni paesi europei, dov‘è il problema? Sono relazioni politiche ed equilibrate, noi non dipendiamo da nessuno.

EuroNews: È perché si dice che ci sia un sostegno materiale e militare da parte di Teheran verso Hamas.

Meshal: Non c‘è nessun sostegno militare, c‘è invece un sostegno finanziario al governo Haniyeh, così come questo governo riceve il sostegno di alcuni paesi arabi, dov‘è il problema? È un diritto del popolo palestinese.

EuroNews: È perché si teme che ci sia nella regione un asse fra Teheran, Gaza e Hezbollah.

Meshal: Non c‘è un asse, ma c‘è una visione americana che classifica il mondo come vuole, secondo falsi criteri, e l’America cerca di dividere gli Stati fra paesi moderati ed estremisti. Noi dobbiamo respingere la visione americana.

EuroNews: In Europa, c‘è paura dei rapporti con l’Iran e dell’uso della violenza come strumento…

Meshal: L’uso della violenza come strumento? Siamo un popolo sotto occupazione, la metà di noi è sotto occupazione da 60 anni e l’altra metà è dispersa un po’ in tutto il mondo. Un popolo non ha diritto di difendersi? È il minimo. È un dovere e un onore…

EuroNews: Che cosa chiedete, che cosa dite all’Europa?

Meshal: Gli europei devono sapere che non c‘è soluzione in questa regione se continuiamo a nasconderci dietro le condizioni americane, che sono impossibili. Ma la soluzione è dare al popolo palestinese il diritto di mettere fine all’occupazione israeliana. In questo momento abbiamo una chance storica: arabi e palestinesi accettano la creazione di uno Stato con i confini del 1967. Chiedo all’Europa di guidare la comunità internazionale al posto della fallimentare amministrazione americana, e di agire con la Russia, la Cina e gli altri per ridare al popolo palestinese i suoi diritti e mettere fine all’occupazione israeliana.

EuroNews: L’Unione per il Mediterraneo vedrà la luce sotto la presidenza francese dell’Unione europea. Che cosa si aspetta da questo progetto?

Meshal: Esiste una nuova politica europea da offrire ai paesi della zona? È questo il criterio, ma se la politica europea gira a vuoto, fintanto che la comunità internazionale e l’Europa restano timide e incapaci, non avremo nessun risultato. Gli arabi e i musulmani si aspettano che l’Europa offra qualcosa di nuovo.