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L'Irlanda ha solo beneficiato del suo ingresso Ue

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L'Irlanda ha solo beneficiato del suo ingresso Ue

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Dublino ufficializzò la sua adesione all’allora CEE nel 1973. Da quel momento il miracolo economico celtico ha trasformato questo Paese da vagone povero dell’Europa, in locomotiva che a velocità straordinaria ha macinato sviluppo, crescita e benessere.

Malgrado la nuova rivoluzione industriale, gli irlandesi già sette anni fa hanno voltato la faccia all’Europa, bocciando il trattato di Nizza. L’ombra del 2001 sembra allungarsi sul voto di domani.

Domani si rischia il bis, ecco perché secondo l’analista Sebastian Kurpass: “La gratitudine non è un buon argomento in campagna elettorale, è meglio puntare tutto su ciò che guadagniamo e ciò che perdiamo. Carte migliori da giocare”.

Il voto arriva in un momento di congiuntura negativa, anche per l’Irlanda, che registra per la prima volta in nove anni una disoccupazione superiore al 5%.

Eppure un no non manderebbe all’aria tutto per l’eurodeputato Graham Watson: “Non sarebbe un giorno così nefasto per l’Unione europea, alla fine alcuni paesi potrebbero decidere di volere far parte di un ‘Unione economica,mentre altri potrebbero procedere verso un’unione politica più importante, sapendo i benefici che ne vengono ai cittadini”.

Il miracolo celtico non fa più parlare di sè, a scuola si tengono corsi di educazione civica che parlano d’Europa. Come in questa scuola materna, dove si impara a conoscere gli ingranaggi delle istituzioni europee sin da piccolissimi.