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Il Trattato di Lisbona nelle mani degli irlandesi

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Il Trattato di Lisbona nelle mani degli irlandesi

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A Donegal, isole a Nord-Ovest dell’Irlanda, si è già votato e l’Europa attende con il fiato sospeso il risultato del referendum sul Trattato di Lisbona. Un “no” di Dublino, dove si va alle urne giovedì, segnerebbe una battuta d’arresto nel processo di riforma delle istituzione europee.

Il neo-premier irlandese Brian Cowen ha fatto l’ultima, strenua difesa del “si” di questa delicata campagna: “Il risultato dirà che popolo siamo e cosa vogliamo costruire. Se vogliamo avanzare in maniera positiva come membri dell’Unione Europea, lavorare per le riforme con gli altri Paesi per affrontare la sfida della modernità o se invece vogliamo intraprendere una strada diversa e piena di incertezze”.

Stando ai sondaggi il risultato sarà al fotofinish. L’Irlanda è l’unico Paese fra i Ventisette che sottopone a referendum la ratifica del trattato. Il testo è contestato dall’opposizione dello Sinn Fein. E’ stato sottoscritto in giugno 2007, dopo faticose trattative ed è destinato a sostituire la Costituzione Europea che Francia e Olanda bocciarono nel 2005.