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Gli abitanti delle isole più remote dell'Irlanda hanno già cominciato a votare sul futuro dell'UE

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Gli abitanti delle isole più remote dell'Irlanda hanno già cominciato a votare sul futuro dell'UE

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Sull’isola irlandese di Tory l’urna e le 134 schede per decidere sul futuro dell’Europa sono arrivate in elicottero. Per timore delle tempeste atlantiche in questa come in altre isole il referendum è cominciato con giorni di anticipo.

Il resto del Paese voterà dopodomani. Gli ultimi sondaggi, contraddittori sull’esito, suggeriscono un risultato al fotofinish.

Il premier Brian Cowen insiste nel chiedere a tutti gli irlandesi di dire “sì lo voglio”.

“I sostenitori del No sono andati porta a porta a dire che i loro figli sarebbero stati presi per l’esercito europeo – ha detto il premier -. Abbiamo detto che era necessario un dibattito onesto. Il livello di ipocrisia che si può raggiungere è sbalorditivo a volte.”

Il voto verte sul trattato di Lisbona, che introduce nuovi meccanismi decisionali per l’Unione Europea.

Se tutti i principali partiti – conservatori, centristi e laburisti – sono per il sì, la sinistra dello Sinn Fein è imperterrita nel puntare i piedi.

Il leader Jerry Adams: “Vogliamo che il governo rinegozi un accordo migliore che ci assicuri di avere sempre un commissario e che garantisca il nostro diritto di veto su questioni strategiche come la neutralità, i servizi pubblici e i diritti dei lavoratori. E pensiamo che sia possibile se giovedì vincerà il No.”

Pur rappresentanto meno dell’1% dei cittadini dell’Unione, l’Irlanda – se dirà No – avrà deciso anche per tutti gli altri essendo necessaria l’unanimità degli Stati membri.