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Camionisti e pescatori: la protesta contro il caro-carburante s'inasprisce

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Camionisti e pescatori: la protesta contro il caro-carburante s'inasprisce

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L’esercito su gomma non arresta la sua offensiva. Spagnoli e francesi i camionisti più agguerriti, che non arretrano di un centimetro nella loro protesta contro l’aumento del prezzo del carburante. Le operazioni lumaca, con code di Tir che avanzano a passo d’uomo e bloccano i caselli autostradali, si concentrano alla frontiera fra Francia e Spagna, con un picco al passaggio de La Jonquera, in Catalogna.

Il vero obiettivo della protesta, al di là dei disagi per il traffico, è far toccare con mano l’importanza degli autotrasportatori per il mercato e la distribuzione. Le conseguenze cominciano ad essere sotto gli occhi di tutti. Le grandi piazze di distribuzione in Spagna sono praticamente a secco. Il panico fra i conusumatori non fa che peggiorare la situzione con gente che svaligia i supermercati.

Continua anche la protesta che ha dato il là ai camionisti: quella dei pescatori, i primi, in Francia, a cominciare lo sciopero contro il caro-carburante che erode i guadagni:

“Il prezzo del gasolio supera quello del pesce” spiega un pescatore galiziano. “Il prezzo del pesce non aumenta da 20 anni”.

Intanto il governo spagnolo annuncia proposte congiunte con Francia e Italia da presentare a Bruxelles il 17 giugno.