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Caro-greggio, analisti vedono il barile a 150 dollari entro fine luglio

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Caro-greggio, analisti vedono il barile a 150 dollari entro fine luglio

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La corsa del petrolio rallenta ma continua a far paura, dopo i nuovi record segnati venerdì scorso, quando a New York il barile di greggio è arrivato a un soffio dai 140 dollari.

Secondo alcuni membri dell’Opec, come l’Iran, la soglia dei 150 dollari potrebbe essere toccata entro la fine dell’estate. Un parere condiviso da diversi analisti. “Credo che il barile raggiungerà i 150 dollari, dopodiché invertirà la rotta tornando a scendere. Diciamo che per un po’ di tempo si assesterà intorno ai 120, 130 dollari. Ma nel lungo periodo è destinato a crescere”.

Negli ultimi quattro anni, il prezzo al barile è più che triplicato, passando da 40 a 130 dollari. Nel 2006 l’unica lieve inversione di tendenza, ampiamente compensata l’anno successivo. Il dato di giugno è una media calcolata sui primi dieci giorni del mese.

Il caro-greggio è stata una delle questioni centrali sul tavolo del G8 a Aomori, in Giappone. I grandi del pianeta chiedono all’Opec di aumentare la produzione. Ma il cartello risponde di non poter agire sull’attuale volatilità dei prezzi, dovuta certo in gran parte anche alla speculazione.

La crisi investe tutti, anche il mercato americano, dove il prezzo del carburante ha toccato un nuovo record, superando i 4 dollari al gallone, il 30% in più rispetto all’anno scorso. Nella patria dei Suv, qualcosa di mai visto prima.