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Jumblatt: "Con Hezbollah dobbiamo convivere"

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Jumblatt: "Con Hezbollah dobbiamo convivere"

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Il Libano ha finalmente un presidente, Michel Suleiman e si appresta a formare un nuovo governo. Ma la situazione, nel paese, resta difficile. Le tensioni tra le varie comunità non sono superate. Le presunte ingerenze da parte di Siria e Libano restano un argomento di forte contrasto. EuroNews ha incontrato a Beirut Walid Jumblatt, leader del Partito Socialista Progressista, che fa parte dello schieramento filo-governativo.

EuroNews
Walid Jumblatt benvenuto a Euronews

Walid Jumblatt
Buongiorno

EuroNews
La vita politica in Libano è tornata alla normalità?

Jumblatt
Per certi versi, sí, la vita politica è tornata a essere normale. L’opposizione ha tolto i presidi dal centro di Beirut. Abbiamo finalmente un Presidente della Repubblica. La vita ha ripreso il suo corso ma dobbiamo fare i conti con una situazione particolare: uno stato libanese e allo stesso tempo uno stato della resistenza, intendo dire lo stato di Hezbollah.

EuroNews
Vuole dire che Hezbollah è uno stato nello stato?

Jumblatt
Esatto. L’ho già detto in passato e lo ribadisco. La Siria e il Libano hanno trasformato Hezbollah in un fenomeno politico-militare autonomo con il quale dobbiamo convivere. É una situazione paradossale, ma dobbiamo farci i conti.

EuroNews
L’Iran controlla ancora la politica libanese?

Jumblatt
Spero che i dirigenti iraniani riconoscano lo stato libanese invece di fornire aiuti finanziari e militari a Hezbollah. Spero sia arrivato il momento che il sostegno militare e finanziario iraniano sia diretto allo stato libanese.

EuroNews
Ci sono degli ostacoli alla formazione del nuovo governo libanese?

Jumblatt
Ci sono sempre degli ostacoli quando si deve formare un governo. Perchè il nostro sistema si fonda sulle quote di rappresentanza che spettano a ciascuna comunità. In ogni caso è un compito che il premier Fouad Siniora sta svolgendo con calma ma anche con decisione.

EuroNews
Quali sono gli scenari se il governo non sarà formato rapidamente?

Jumblatt
É normale che ci siano delle difficoltà. Ma, detto questo, sono certo che i colloqui tra il primo ministro Siniora e il presidente Michel Suleiman porteranno a una soluzione condivisa da tutti.

EuroNews.
In passato Lei ha sostenuto che il Libano ha bisogno del braccio armato di Hezbollah per difendersi. La pensa ancora cosí?

Jumblatt
Non l’ho mai detto. Ho detto che è importante prevedere una strategia difensiva in modo che la forza armata di Hezbollah sia inserita all’interno dello stato libanese. Nessun partito deve essere in possesso di armi piú sofisticate di quelle dello stato, nessuno puó avere le mani libere per decidere da solo della guerra e della pace. Tutto questo è legato alla particolare situazione del Libano. Sapete bene che Hezbollah è quel fenomeno politico e militare, che permette a Siria e Iran di esercitare la propria influenza nel nostro paese

EuroNews
Nell’incontro tra il presidente siriano Bachar al Assad e l’Emiro del Qatar ci sono stati degli appelli alla solidarietà araba per rafforzare il consenso in Libano. Significa che in realtà, in Libano, il consenso ancora non c‘è?

Jumblat
Di quale consenso parla?

EuroNews
Il consenso tra le fazioni libanesi e l’appoggio a questo consenso da parte dei paesi arabi.

Jumblat
Quello che è certo è che non voglio che il presidente siriano venga in Libano. Siccome questa visita è ineluttabile, bene, allora che il presidente Assad incontri il presidente Michel Suleiman alla frontiera siro-libanese. Come avvenne tra il presidente Gamal Abdel-Nasser e il presidente Fouad Chihab. Anche se il confronto con Nasser non è proponibile. Questo incontro alla frontiera puó essere un primo passo verso il riconoscimento dello stato libanese. Ma non sono favorevole che il presidente Bachar venga in Libano in un contesto di divisione politica accentuata.

EuroNews
Mi sembra di capire che Lei voglia dire al presidente siriano di restarsene a casa, che con il Libano non ha niente a che spartire….

Jumblatt
É la mia opinione personale. Abbiamo avuto divergenze profonde con il regime siriano dopo che Damasco ha sostenuto il prolungamento del mandato del presidente Lahoud. Il prezzo di questo prolungamento è stato il sangue versato dal primo ministro Rafik Hariri e il sangue versato da tutti i martiri del movimento per l’indipendenza del Libano. Questo è stato il risultato. L’ho già detto e la mia opinione non è cambiata.

EuroNews
Da un po’ di tempo qualcuno sostiene che la Siria non sarebbe implicata nell’omicidio di Rafik Hariri e che i mandanti dell’attentato sarebbero delle potenze regionali o dei servizi di sicurezza regionali.

Jumblatt
Tutti quelli che si sono opposti alla presenza siriana, al prolungamento del mandato del presidente Lahoud e hanno sostenuto l’indipendenza del Libano, chiedendo relazioni alla pari con Damasco, ebbene tutti costoro sono stati uccisi. Perchè? Chi, ad eccezione della Siria, non ha ancora riconosciuto l’indipendenza del Libano?

EuroNews
La classe dirigente libanese teme che ci siano altri omicidi tra i politici?

Jumblatt
Non lo so, tutto è possibile

EuroNews
A che punto è la costituzione del Tribunale internazionale che deve indagare sull’omicidio del primo ministro Rafik Hariri?

Jumblatt
Spero che venga costituito presto, ma mi pare che le cose vadano un po’ per le lunghe. Non so se il ritardo sia tecnico o politico.

EuroNews
E se fosse politico?

Jumblatt
Se fosse politico allora vorrebbe dire che le Nazioni Unite o, meglio, qualcuno all’interno dell’Onu, sta trattando con il regime siriano, dimenticando il sangue versato da Rafik Hariri e da tutti i martiri per l’indipendenza del Libano.

EuroNews
A proposito della visita di Nicolas Sarkozy. Che cosa si aspetta dal presidente francese?

Jumblatt
Speriamo che la politica francese sia meno ambigua per quanto riguarda la questione palestinese come invece è stata ai tempi di Chirac. Siamo venuti a sapere che al momento della presentazione dell’Unione per Mediterraneo il presidente siriano è stato invitato ad assistere alla parata del 14 luglio a fianco del presidente Sarkozy. Se sarà cosí, questo invito sarà un insulto al popolo francese.

EuroNews
Che cosa pensa del ruolo dell’Unione europea in Libano, pensa che sia stata assente? Dovrebbe essere piú presente?

Jumblatt
Non c‘è una politica europea comune. C‘è un gigante economico che si chiama Europa, ma in politica estera non c‘è un’unica voce, non solo nei confronti del Libano ma di tutto il bacino del Mediterraneo.

EuroNews
Lei crede che l’Unione del Mediterraneo possa portare un nuovo spirito capace di isolare le dittature nel mondo arabo?

Jumblatt
No, non credo. Credo, purtroppo, che l’Unione per il Mediterraneo sia uno strumento utilizzato dalla Francia per isolare la Turchia. Quando si parla di bacino del Mediterraneo, si intende, ovviamente, anche la Turchia, E poi c‘è Israele che persegue una politica di discriminazione razziale nei confronti dei palestinesi. Non capisco come l’Europa possa disinteressarsi della questione palestinese adottando una posizione cosí opaca.

EuroNews
Grazie mille

Jumblatt
Grazie a voi