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I 27 dicono sì alla direttiva sul rimpatrio

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I 27 dicono sì alla direttiva sul rimpatrio

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L’Unione rafforza la lotta contro l’immigrazione clandestina con una serie di regole comuni per il rimpatrio dei sans papiers. L’accordo sulla controversa direttiva è stato raggiunto, giovedì, dai ministri dell’Interno dei 27.
Il progetto deve passare ancora al vaglio del parlamento europeo, qui dovrà superare lo scoglio dei gruppi di sinistra, che hanno espresso le proprie perplessità.
I socialisti proporanno degli emendamenti, ma lo spazio per le modifiche al testo è limitato, queste implicano nuovi negoziati tra gli stati membri con l’effetto di ritardare l’entrata in vigore della normativa.

Tra le misure previste, la detenzione dei clandestini da sei mesi fino a 18, nel caso di rischio di fuga o nel caso in cui non siano disponibili i documenti.
In alcuni è previsto il divieto di reingresso nell’Unione per cinque anni.

La normativa riguarda 12 milioni di clandestini, molti dei quali arrivati in Europa con un visto turistico.
Nel 2007 sono stati 200 mila i clandestini arrestati, 90 mila quelli che sono stati rimpatriati.

L’obiettivo dei 27 è invogliare i clandestini al rimpatrio volontario e disincentivare nuovi arrivi.

Contro la direttiva del rimpatrio si sono mobilitate diverse associazioni che tutelano i diritti dell’uomo, con numerose manifestazioni hanno denunciato la rigidità del testo.