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Brown in difficoltà, non piace la riforma della carcerazione preventiva


Regno Unito

Brown in difficoltà, non piace la riforma della carcerazione preventiva

Acque agitate per la riforma della carcerazione preventiva decisa dal primo ministro britannico Gordon Brown. Il suo provvedimento, che permette di estendere da 28 a 42 giorni la detenzione senza accuse per i sospetti di terrorismo, non ha superato il vaglio delle commissioni sui diritti umani.

Per l’organismo parlamentare, la possibilità di allungare la detenzione fino a sei settimane è in contrasto con la Convenzione europea sui Diritti dell’Uomo.

Per convincere i più riottosi, soprattutto laburisti, e spingere il provvedimento che risulta vitale per un premier in caduta nei sondaggi, Brown ha limitato la deroga unicamente nei confronti dei sospettati di gravissime minacce. Qualcosa di simile agli attentati suicidi che nel luglio del 2005 uccisero 52 persone nel centro di Londra.

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