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Per il "fenomeno" Obama il difficile viene adesso

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Per il "fenomeno" Obama il difficile viene adesso

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Il trasloco alla Casa Bianca per la famiglia Obama comincia a essere un po’ meno un sogno. A cinque mesi dalle prime primarie, nell’Iowa, al termine di una lotta senza quartiere, Barack Obama ha sconfitto la più temibile degli avversari. Per lo storico Allan Lichtman, una performance senza precedenti: “Barack Obama è un fenomeno politico, un candidato dalle molteplici conquiste. È un senatore al suo primo mandato, con un’esperienza limitata nella politica nazionale, e nonostante questo è non solo il primo afroamericano a correre per la presidenza, ma è il primo afroamericano che faccia parte del duo che punta all’accoppiata presidenza-vicepresidenza”.

Nessuno, nel febbraio 2007, avrebbe probabilmente scommesso un centesimo che questo giovane senatore potesse spuntarla contro la “macchina” Clinton, data per inevitabile vincitrice. Ma Barack Obama ha saputo cogliere lo spirito dei tempi. Anche sul versante tecnologico, come spiega Stephen Hess, della Brookings Institution: “Se possiamo dire che quattro anni fa Howard Dean ci ha insegnato qualcosa su come raccogliere fondi su internet, Obama è andato ben oltre. Improvvisamente, sbarca in Montana, e tutto è già organizzato. Come ci è arrivato? Attraverso una rete che era stata creata su internet. E Hillary Clinton ci ha messo parecchio per capirlo”.

Ma il peggio arriva adesso. A partire dalle sue amicizie scomode, come quella con il reverendo Wright, fino alle accuse di legami con estremisti islamici, i repubblicani non risparmieranno i colpi, più o meno bassi. Ancora Lichtman: “Non c‘è dubbio che non gli daranno tregua, continueranno ad alimentare la voce che è davvero musulmano, continueranno a dire che ha legami con presunti estremisti e militanti. Temo che in questa campagna butteranno addosso a Barack Obama tutto quel che potranno buttargli addosso”.

Obama potrebbe allora decidere che l’esperienza di una Clinton al suo fianco non sarebbe forse del tutto inutile.